Per anni Mario Altieri, autore del volume L’altra Storia, ha dedicato un’attenta e scrupolosa attività di studio al memoriale di Luigi Canali, ereditato dai nonni materni. Non si è trattato di un interesse nato da un impulso improvviso né di una vocazione storiografica maturata nel tempo, ma della consapevolezza — emersa sin dalle prime letture — che quelle pagine non potessero essere considerate un semplice ricordo familiare.
I fatti narrati, i nomi citati e le circostanze descritte sembravano infatti intrecciarsi con uno dei capitoli piĂą complessi e controversi della storia italiana del Novecento. Pubblicare il memoriale senza una rigorosa verifica preliminare sarebbe stato, oltre che imprudente, metodologicamente scorretto.
Consapevole dei limiti della propria preparazione sugli argomenti trattati, l’autore ha quindi intrapreso un lungo e articolato percorso di ricerca: ha consultato numerosi testi storici, compiuto sopralluoghi nei luoghi in cui si svolsero gli eventi narrati, analizzato documenti ufficiali e ricercato un confronto costante con studiosi e storici del periodo.
Le maggiori difficoltà sono emerse proprio nel tentativo di instaurare un dialogo con il mondo accademico e giornalistico. Diffidenza e prudenza hanno spesso ostacolato, e talvolta impedito, ogni possibilità di confronto. Solo in pochi casi è stato possibile avviare un’interlocuzione realmente costruttiva.
Tra le collaborazioni più significative merita certamente di essere ricordata quella di Enzo Antonio Cicchino, autore e regista di documentari RAI nonché studioso del periodo storico in esame. Ideatore e curatore del canale YouTube Erodoto TV, dedicato a interviste, testimonianze e approfondimenti sugli ultimi giorni del Fascismo e sulla fine di Benito Mussolini, Cicchino è stato tra i primi a leggere e analizzare il memoriale, ritenendo plausibile la sua attribuzione a Luigi Canali.
Il 27 maggio 2021 l’autore ha presentato una relazione sul memoriale presso la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in Piazza delle Muse 25 a Roma. Al convegno presero parte il colonnello del COVASER Pierpaolo Pesce, il tenente colonnello Emilio Tirone dell’Ufficio Storico dell’Esercito e il professor Giuseppe Pardini, presente anche in rappresentanza del professor Francesco Perfetti, impossibilitato a intervenire per sopraggiunti impegni. Dopo aver esaminato i contenuti del memoriale, il professor Giuseppe Pardini espresse l’opinione che il documento potesse effettivamente essere attribuito a Luigi Canali, rilasciando un’ampia dichiarazione riportata integralmente nel libro.
Diversa, ma pienamente comprensibile, la posizione del professor Francesco Perfetti, allievo di Renzo De Felice e rigoroso sostenitore di un metodo di ricerca fondato esclusivamente sulla verifica documentale delle fonti. Perfetti preferì non esprimersi sull’autenticità e sull’attribuzione del memoriale, ritenendo che, allo stato delle conoscenze disponibili, mancassero ancora elementi documentali sufficientemente solidi per una valutazione definitiva.
Nell’agosto 2025 l’autore entrò in contatto via e-mail con Giordano Bruno Guerri, storico, saggista e presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, concordando la possibilità di sottoporgli il volume per un eventuale parere. In un primo momento si ipotizzò un incontro personale sul Lago di Garda, dove l’autore avrebbe dovuto recarsi per motivi di lavoro; tuttavia, a causa degli impegni legati al Festival dannunziano di Pescara, l’incontro non ebbe luogo. Fu lo stesso Guerri a suggerire di lasciare il volume presso la segreteria del Vittoriale, come poi avvenne. Il libro, nella sua prima edizione di circa 170 pagine, presentava una struttura di agevole consultazione. Nonostante ciò, dopo circa due mesi dalla consegna, Guerri preferì non esprimere un giudizio, spiegando di non aver avuto il tempo necessario per leggerlo, essendo impegnato nella stesura di un proprio lavoro. Una circostanza del tutto comprensibile sul piano personale, che richiama tuttavia una dinamica frequente negli ambienti culturali e accademici, dove le priorità di ricerca e pubblicazione tendono inevitabilmente a concentrarsi sui progetti personali.
Nel gennaio 2026 l’autore è stato contattato dal giornalista Massimo Giletti che, dopo aver letto la prima edizione del libro e averne discusso con Enzo Antonio Cicchino, ha ritenuto opportuno avviare ulteriori verifiche sul memoriale, con l’intento di presentarlo nell’ambito della trasmissione di Rai 3 Lo Stato delle Cose. A tal fine, l’autore ha messo a disposizione della redazione due pagine originali del documento affinché venissero sottoposte agli accertamenti tecnici degli uffici competenti dell’Archivio Centrale dello Stato. Dopo oltre due mesi di verifiche approfondite sulla documentazione consegnata, non è stato possibile giungere a conclusioni definitive né individuare elementi tali da consentire una smentita dell’autenticità del memoriale. Nel frattempo, e prima che la puntata dedicata all’argomento potesse andare in onda, la trasmissione Lo Stato delle Cose è stata chiusa anticipatamente dai dirigenti RAI, nonostante i risultati di pubblico e il crescente interesse riscosso dal programma. Una circostanza che ha di fatto impedito che il tema venisse affrontato pubblicamente nel contesto televisivo inizialmente previsto. I tentativi di confronto con il mondo accademico e giornalistico, intrapresi dall’autore prima della pubblicazione del volume L’altra Storia, si esauriscono sostanzialmente qui. Sarebbe stato certamente auspicabile sviluppare un dibattito approfondito prima della divulgazione del memoriale, confronto che l’autore avrebbe accolto con interesse e pubblicato integralmente nel libro. Resta tuttavia la speranza che tale dibattito possa svilupparsi in futuro, contribuendo a fare ulteriore luce sui fatti e sui documenti qui presentati.